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Rompere il silenzio non è retorica, è responsabilità. Perché quando smettiamo di parlare di Gaza, non stiamo solo dimenticando un luogo: stiamo accettando un principio pericoloso. Che la vita umana valga a intermittenza. Che l’orrore possa essere archiviato. Che il dolore, se lontano, possa essere ignorato.
E un mondo che accetta questo, prima o poi, lo applica ovunque.