Finché c'è #guerra c'è speranza?
https://archive.is/e9ULd
Che senso ha continuare una guerra di logoramento - e provocare ancora morti inutili - che è già persa, o è impossibile vincere?
Qual è l'alternativa alla trattativa di pace? La terza guerra mondiale?
(da: https://poliversity.it/@mcp/114094965038619522)
È impressionante che #Trump - il quale, come mostra il suo atteggiamento sulla #Palestina, è tutto tranne che un filantropo - sia in grado di porsi domande come queste e l'Unione europea, Italia compresa, invece preferisca aumentare ancora la spesa bellica (a prevedibile, enorme danno della spesa per i cittadini). Che fine fa una società - per di più in drastico invecchiamento - che si irrigidisce e si dissangua per la spesa bellica? Ci sono precedenti storici, proprio nell'est europeo, da cui potremmo imparare qualcosa.
Ed è ancora più impressionante che si faccia l'impossibile per dividere il dibattito fra il fronte nobilissimo della "guerra giusta" e quello dei pragmatici vili e cinici al soldo del nemico (con tanto di reductio ad Hitlerum).
E non solo perché, in generale, in guerra sono tutti captivi, cioè prigionieri dell'idea che sia la forza a dare ragione (https://btfp.sp.unipi.it/dida/kant_7/ar01s11.xhtml#iusinbello), ma perché il rifiuto di un'analisi realistica conduce a trattare una questione da 1914 - nazionalismi e minoranze nazionali "irredente", interessi statali di tipo ottocentesco (cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_di_Crimea) - come se fosse una questione da 1939.
Chi propugna la guerra giusta - mandando per lo più a morire altri, ma giustamente - deve essere consapevole che:
propugna la guerra di sterminio (non si può trattare la pace con un nemico "cattivo": bisogna distruggerlo);
accetta il principio che ci si può fare giustizia con la forza, come in un'ordalia, e dunque anche la conseguenza che, se questa "guerra giusta" ti capita di perderla, allora hai torto.