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Oggi pensavo che alternative ci sono
Per i social classici c’è il Fediverso, dove ormai bazzico da cinque anni e qualche cicatrice digitale me la sono pure guadagnata
Per comunicare senza dipendere sempre dai soliti recinti, ci sono strumenti come Meshtastic, MeshCore e altre soluzioni simili. Dipende da cosa devi fare, da dove sei, da quanto vuoi sporcarti un minimo le mani
Poi ti guardi intorno
Tutti lì
A scrollare video su TikTok.
A inseguire storie su Instagram.
A vivere dentro WhatsApp come se fosse l’aria condizionata dell’universo
E quando provi a dire, “guardate che si può fare anche diversamente”, parte subito il grande coro nazionale
“Eh, ma chi lo usa?”
Tu
Lo userai tu
E se saremo in dieci, lo useremo in dieci.
Se saremo in cento, lo useremo in cento.
Ma qualcuno deve pur accendere il primo fuoco, altrimenti restiamo tutti al buio a lamentarci del freddo
Poi arriva l’altra frase immortale
“Bella idea, però è difficile.”
Certo che è difficile.
Se fosse tutto pronto, comodo, lucidato e servito col tovagliolino, probabilmente sarebbe già in mano a qualcuno che ti profila pure mentre sbadigli.
Le cose libere non piovono dal cielo.
Non arrivano col corriere già montate.
Ogni tanto bisogna costruirle, provarle, sbagliare, aggiustarle, bestemmiare sottovoce e riprovare.
Ed è lì che di solito capisco tutto.
Perché molti vogliono alternative, sì.
Ma le vogliono già fatte, già piene di gente, già famose, già semplici, già perfette.
In pratica vogliono la rivoluzione, ma con consegna Prime.
E allora ...
Smetto di spiegare.
Smetto di convincere.
Smetto di fare il venditore porta a porta dell’indipendenza digitale.
Torno alle mie cose.
Ai miei server.
Ai miei nodi.
Ai miei esperimenti.
Alle mie reti strane che magari oggi sembrano piccole, ma domani chissà.
Perché chi è buono solo a lamentarsi troverà sempre un motivo per non fare nulla.
Preferisco essere quello che, mentre gli altri chiedono “chi lo usa?”, sta già montando il primo pezzo.🙏
Published at
2026-05-04 18:40:40 UTCEvent JSON
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